Città d’arte che vive tra mille contraddizioni, ma ti incanta come il canto di una sirena.

Sauna gay Napoli: Tra le miriadi di cose si possono fare e vedere a Napoli, un attimo bisogno trovarlo, un break fa sempre bene e poi al relax della sauna si sposa la possibilità di stringere nuove amicizie.

Sauna Bluangelssauna gay napoli blog babaiola

Si trova in via Taddeo da Sessa – Centro Direzionale, isola A/7, Napoli. La prima sauna gay del sud Italia ed è, anche, un albergo. Centro benessere con affiliazione KEY WE e Anddos, per entrare è necessario richiedere la tessera soci. La sauna offre due vasche idromassaggio, ampia sauna finlandese, bagno turco, bar, zona lettura, palestra con lezioni di Pilates, sala video e wifi. Inoltre, lo staff del bluangels fornisce teli, ciabatte, un armadietto per i beni personali e organizza eventi teatrali, reading, concerti, presentazioni libri… Sono impegnati nel sociale, i loro eventi affrontano spesso tematiche/bisogni sociali e LGBTQ+ e promuovono campagne per la prevenzione. Sostengono le persone LGBT recluse organizzando in loro favore diverse attività. Di recente, nella sauna sono stati esposti diversi disegni creati dai detenuti. Nella sauna si possono richiedere visite mediche dermatologiche con info per le malattie sessualmente trasmissibili e si può effettuare il test per l’HIV in totale riservatezza e gratuitamente. Insomma si può fare tutto e anche di più!

 

Sapevi che…sauna gay napoli blog babaiola

Se sei in qualche luogo per rilassarti, come nella sauna gay Napoli – Bluangels, ed hai un po’ di tempo per leggere… babaiola ti racconta una leggenda partenopea. Tanto tempo fa, Napoli veniva chiamata Parthenope, prese il nome dalla sirena che fu trovata morta a Castel dell’Ovo, era tra le sirene che si suicidarono per la delusione di non essere riuscita ad incantare Ulisse. Quest’ultimo, grazie alla sua scaltrezza e ai consigli della Maga Circe,non cadde nel tranello del canto delle sirene e si salvò insieme al suo equipaggio. Ulisse impose ai suoi uomini di mettersi i tappi alle orecchie e si fece legare all’albero maestro della sua imbarcazione, in quanto curioso di ascoltare il canto, ma impossibilitato a muoversi. A Megaride (Castel Dell’Ovo), alcuni pescatori trovarono la Sirena Parthenope e incantati dalla sua bellezza la venerarono come una Dea. Una volta sepolta, il corpo i Parthenope si dissolse e dalle sue meravigliose fattezze si delineò il paesaggio napoletano.

 

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Staff

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