Giappone gay: Il preambolo.

Dalle fonti ufficiali risulta che i rapporti omosessuali erano praticati, già a partire dall’VIII secolo in vari contesti: i monasteri buddisti, tra i samurai e tra gli artisti. Come, si può notare l’omosessualità riguardava solo gli uomini, escludendo gli altri sessi. L’attrazione tra uomo e uomo era considerata una pratica erotica che non escludeva anche il desiderio nel confronto delle donne. Veniva considerato “omoerotismo“. La società e la classe politica giapponese non hanno mai considerato l’omosessualità un peccato. È stata proibita solo per un lasso di tempo molto breve tra il 1873 e il 1880, a causa dell’invasiva influenza occidentale e del cristianesimo. Lo stesso accadeva per le religioni, né lo Shintoismo, né il Confucianesimo hanno mai fatto divieto esplicito contro l’omosessualità.

Chi fu a sdoganare l’omosessualità?

Le prime testimonianze rivelano che l’omosessualità era apertamente vissuta all’interno dei monasteri buddisti. Nonostante, qualsiasi attività sessuale era esplicitamente vietata dal codice di disciplina monastica buddhista. Diversi monaci avevano inteso il proprio voto di castità come non riguardante i rapporti omosessuali. Molte opere letterarie testimoniano di queste relazioni, alcune sono conosciute col nome di Chigo monogatari. Ma, non ci si limitava all’ambiente dei monasteri buddisti, l’amore omo è vissuto e raccontato, anche, da famosi scrittori giapponesi e varie opere d’arte rappresentavano momenti di intimità tra uomini. L’omosessualità in Giappone non è stata, sempre, accettata. Successivamente, nel periodo Mejii, l’Impero giapponese ha criminalizzato l’omosessualità, le persone omosessuali erano considerate affette da grave malattia. Però, in ambiente militare e nelle università continuava ad essere accettata.

Cosa accedeva negli ambienti militari?

Giappone gay blog babaiolaCiò che accadeva nelle caserme si potrebbe definire pederastia, ovvero un leader militare esperto si sceglieva una (o più) giovane leva con cui intrattenere rapporti sessuali. Si tratta dei samurai, una classe guerriera di casta aristocratica. Samurai, letteralmente, significa “servitore” e in questo caso i giovani servivano i lori superiori, oltre che l’Impero. L’amore tra samurai di diversa età si chiama shudō. Lo shudō non si limitava a rapporti sessuali, ma implicava anche un coinvolgimento sentimentale. Gli uomini vivevano le proprie relazioni liberamente, intorno al 1600 sono comparse le prime opere d’arte e letterarie a testimonianza. I migliori artisti dell’epoca, rappresentavano i rapporti omosex nelle loro stampe o in disegni erotici. In seguito, anche la classe media ha iniziato a vivere apertamente il proprio orientamento sessuale. Si diffuse, anche, la prostituzione maschile, spesso praticata da attori di teatro. Tutto cambia nella seconda metà del 1800.

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Cosa cambia?

La diffusione della cultura occidentale e del cristianesimo iniziano a scuotere le menti della popolazione giapponese. Se fino ad ora sessualità e moralità erano considerati come due principi differenti, con questa “influenza” si diffonde l’idea che l’omosessualità sia immorale, poco virile e contro natura. Si metteva in discussione la figura dell’uomo macho, oltraggiata la filosofia del Super uomo. Gli uomini omosessuali hanno iniziato a vivere un grosso disagio e a nascondere il loro orientamento. Poco prima dell’inizio del ‘900, il Giappone dichiara illegale la sodomia.

E Poi?

Negli anni Venti del 900 fino alla seconda guerra mondiale, in Giappone circolavano soldati delle Forze Alleate e questi nuovi ospiti facevano alta richiesta di servizi e attività dedicati agli omosessuali. Fiorirono i gay bar, un centinaio solo a Tokyo. Dopo la guerra e oltre gli attacchi nucleari di Hiroshima e Nagasaki, iniziarono a diffondersi scritti, film, articoli a tema LGBT. Ciò fu molto di impatto per la popolazione giapponese, in quanto iniziarono a riconoscere la comunità LGBTQ+ parte della società giapponese.

Oggi

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In Giappone, attualmente, l’omosessualità è vissuta liberamente e così vale per il resto della comunità LGBTQ+ . È stata illegale solo per 27 anni e dal 1880 è stata ufficialmente riconosciuta come un diritto, esistono anche delle tutele legali per la comunità transessuale. Però, anche qui ci sono dei limiti e dei paradossi. Il matrimonio egualitario non è consentito, le unioni civili possono essere celebrate solo in alcune città e non hanno lo stesso valore legale di un’unione eterosessuale. Inoltre, le autorità hanno censurato le inquadrature del pene in campo cinematografico. Nonostante nei porno non venga censurata nessuna posizione e pratica sessuale, le autorità oscurano il pene coprendolo con dei puntini o con un effetto mosaico. Nelle scene sessuali si fanno inquadrature tali che non venga visto l’organo durante la penetrazione, ad esempio viene posto un oggetto in prospettiva che limita l’inquadratura o viene sfuocata l’immagine. Nei manga, è disegnato solo parzialmente, si intravede qualche linea che traccia i lineamenti del pene e la penetrazione è rappresentata in modo che l’organo sessuale non sia visibile.

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